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Fra la capitale Houmt Souk e il villaggio di Guellala nell’isola ci sono poi altre cittadine tutte particolari o per qualche produzione artigianale o perché luoghi di importanza storica.
Fra queste meritano una visita:
El Kantara, un piccolo villaggio all’estremo sud dell’isola (7 km da Guellala) con alcune rovine romane di Menix nome dell’antico capoluogo dell’isola, e con il molo lungo 6,4 km risalente anch’esso al periodo romano se non a quello punico, che permette il passaggio di piccole navi di fronte all’isola.
Il villaggio di Er Riadh (fra El Kantara e Houmt Souk), famoso per la sinagoga della Griba.
Griba significa “la sconosciuta” e la leggenda narra che, dopo che una pietra era caduta dal cielo a segnare il luogo dove costruire, apparve una donna misteriosa che aiutò i costruttori con dei miracoli.
In realtà il bell’edifico rivestito di ceramiche risale al 1920, ed è un’importantissimo luogo di pellegrinaggio, per visitarla ricordatevi di togliervi le scarpe e di coprirvi il capo.
El May, dove trovate la moschea Ibadita di Umm e Turkiya, da molti definita la più bella dell’isola, e un mercato la domenica pieno di colori.
Midoun , la seconda cittadina dell’isola e sede del più importate mercato dopo quello di Houmt Souk, con una graziosa Medina (parte antica della città) e una piazzetta piena di ristoranti e caffè moreschi.
Se poi da Midoun proseguite per Aghir verso la costa, vi troverete nella seconda zona più turistica di Djerba: la spiaggia di Seguia, un campo vacanze con le palme che crescono sul mare contornato poi da spiaggette più piccole e deserte.
Se invece andate verso l’entroterra incontrerete Mahboubine, un villaggetto caratterizzato dai suoi frutteti, dalla piccola ed originale moschea, e dai menzel in mezzo a ricchi giardini.
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